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La terapia che prevede assunzione di vitamine può aiutare indirettamente il processo di ripigmentazione. Soprattutto grazie all’azione antiossidante. Essa riguarda gli antiradicali liberi potenzialmente presenti in varie patologie. La terapia vitaminica deve essere personalizzata per svolgere efficacemente il suo compito.

La Vitiligine può essere il sintomo spia di alcune malattie interne autoimmuni. Le malattie più comunemente associate alla vitiligine sono tiroidite, gastrite, pancreatite.

Si, la pelle del paziente affetto da Vitiligine può diventare bianca in sede di un trauma cutaneo. Quindi, ad esempio, a seguito di una ferita, scottatura o graffio. Si tratta del fenomeno di Koebner che prende il nome di colui che l’ha scoperto.

Non risultano  cibi che possono peggiorare la malattia, se si escludono i casi in cui la Vitiligine è associata ad altre patologie ad eziopatogenesi immunitaria. Ad esempio nei casi di  celiachia o di altre allergie alimentari, l’assunzione di un alimento causa di allergia influisce negativamente dal punto di vista immunologico anche sulla Vitiligine.

Una delle domande più frequenti riguarda la relazione tra vitiligine e sole.

L’esposizione al sole può peggiorare la vitiligine se effettuata in maniera traumatica. Ossia esponendo la pelle del paziente affetto da Vitiligine alla radiazione solare senza una corretta modalità di esposizione.

Questa modalità comprende l’ uso di certi tipi di schermi solari e la quantificazione del tempo di esposizione in base alle fasce orarie e al fototipo del paziente.

Le precauzioni vanno discusse preliminarmente con lo specialista dermatologo se si vuole sfruttare al meglio l’effetto benefico sulla malattia dell’esposizione ai raggi solari.

Non ci sono dubbi sull’effetto negativo dello stress sulla vitiligine. Questi effetti riguardano sia il peggioramento della malattia, sia il suo l’innesco nei soggetti predisposti. Come ampiamente dimostrato in letteratura scientifica lo stress agisce attraverso un complesso circuito psico-neuro-immuno-endocrinologico che ha come bersaglio finale il peggioramento della malattia.

È statisticamente provato che esiste un maggior rischio di sviluppare la vitiligine nei membri di una stessa famiglia per motivi genetici. Ossia in base alla cosiddetta familiarità.

Si, la Vitiligine può comparire a qualsiasi età.

Mangiare carote e arance può aiutare indirettamente per il ruolo antiossidante svolto dalle vitamine contenute in questi alimenti.

Può capitare che alcuni pazienti si possono spontaneamente ripigmentare in alcune parti del corpo. Tuttavia,  date le caratteristiche della malattia, tale ripigmentazione ha alte probabilità di non essere stabile nel tempo.

No! Non e’ assolutamente dimostrato che una Vitiligine di lunga data sia più difficile da curare.

Esistono vari tipi di Vitiligine che si differenziano sostanzialmente per localizzazione e aspetto delle macchie e il decorso della malattia.

Chi è affetto da Vitiligine ha un maggior rischio di contrarre cancro alla pelle rispetto ad un soggetto normalmente pigmentato. Questo avviene perché  l’assenza di melanina non protegge dagli effetti della radiazione solare.

Una delle domande più frequenti sulla Vitiligine è se esistono e quali sono le parti del corpo più difficili da trattare.

Quello che risulta dai dati clinici, le superfici articolari che comprendono aree come le mani, i piedi, i gomiti e le ginocchia richiedono più tempo rispetto alle restanti superfici corporee.

No, la cura con farmaci non è l’unica cura efficace. Attualmente le cure farmacologiche  sono state superate da altre modalità di approccio curativo. Le terapie maggiormente eseguite sono la Fototerapia, l’uso del laser o le loro combinazioni.

Tra le terapie per curare la Vitiligine troviamo la Metodologia Ratokderm.  Una particolare tecnica di Microfototerapia che si è sempre più perfezionata grazie al supporto delle più sofisticate ed innovative apparecchiature. Attraverso la Metodologia Ratokderm è possibile raggiungere altissimi livelli di efficacia senza utilizzo di farmaci.

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